
La Tuscia
Scoprire la Tuscia: un viaggio nel cuore dell'Italia
C’è un angolo d’Italia dove il tempo sembra aver conservato intatto il suo ritmo più autentico. Tra i rilievi vulcanici del Lazio settentrionale, stretta tra il Mar Tirreno e i confini con la Toscana e l'Umbria, si stende la Tuscia: una terra dove millenni di storia si fondono con una natura ancora in gran parte incontaminata.
Un viaggio nel tempo: dalle origini etrusche al Rinascimento
Visitare la Tuscia significa attraversare l'evoluzione stessa della civiltà italica. È qui che il misterioso popolo degli Etruschi ha lasciato la sua impronta più profonda: dalla Necropoli di Norchia alla Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia — sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO — dove le pareti affrescate oltre duemila anni fa raccontano con colori vivaci banchetti, danze e rituali d'oltretomba; e tra le silenziose basiliche romaniche di Tuscania, San Pietro e Santa Maria Maggiore.
Il Medioevo si rivela in tutta la sua bellezza a Viterbo, la "Città dei Papi" che nel Duecento ospitò il conclave più lungo della storia. Il quartiere San Pellegrino, con le sue case in peperino, le profferlo (le tipiche scale esterne) e le torri slanciate, è uno dei complessi medievali meglio conservati d'Europa.
Poco distante, il paesaggio cambia volto per accogliere le stravaganze del Rinascimento:
- La maestosità geometrica di Palazzo Farnese a Caprarola, fortezza pentagonale trasformata da Jacopo Barozzi da Vignola in una sontuosa dimora nobiliare affrescata.
- Le geometrie perfette dei giardini all'italiana di Villa Lante a Bagnaia, con i loro giochi d'acqua monumentali.
- L'enigma del Sacro Bosco di Bomarzo, noto come il Parco dei Mostri, dove sculture gigantesche scolpite nel macigno emergono dalla vegetazione per disorientare ed affascinare il viaggiatore.
Il paesaggio
La Tuscia è modellata dalla forza dell'antico vulcanismo. Il lago di Bolsena, il bacino d'origine vulcanica più grande d'Europa, incanta con le sue acque balneabili, le sponde punteggiate da borghi pittoreschi come Bolsena, Marta e Capodimonte e le sue due isole selvagge, Bisentina e Martana. Più a sud, incastonato tra i boschi secolari di faggi e querce dei Monti Cimini, il Lago di Vico offre una riserva naturale di rara biodiversità.
Incastonata nella surreale Valle dei Calanchi sorge poi Civita di Bagnoregio, la celebre "Città che muore". Sospesa su uno sperone di tufo soggetto a una lenta ed inesorabile erosione, vi si accede solo attraversando un lungo ponte pedonale sferzato dal vento: un panorama unico al mondo che regala l'impressione di camminare sulle nuvole.
A completare la geografia del benessere ci sono le acque termali calde, che affiorano spontaneamente dal sottosuolo fin dall'epoca romana, dalle sorgenti ipertermali del Bullicame — citate anche da Dante Alighieri nell'Inferno — fino agli stabilimenti dedicati al relax.